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HOME - Spilamberto, 27 Aprile 2017 ore 05:12:36 - Ultimo aggiornamento: Giovedì, 27 Aprile 2017 ore 00:05


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PROCESSIONARIA un parassita da temere

In considerazione della segnalazione, in alcune aree verdi, di infestazioni di processionaria del pino, si invita la cittadinanza a prendere visione dei links di seguito indicati che, oltre a far conoscere questo lepidottero, informano sugli idonei comportamenti da adottare in via cautelativa a tutela della salute propria e degli animali e su come contrastare lo sviluppo e la diffusione delle infestazioni di detti parassiti.

 http://processionaria.it/

http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/fitosanitario/doc/avversita/avversita-per-nome/processionaria-del-pino

ALTRE INFORMAZIONI DI CARATTERE GENERALE

La lotta obbligatoria

Il controllo di questo insetto è regolamentato dal Decreto Ministeriale 30 ottobre 2007 intitolato ”Disposizioni per la lotta obbligatoria contro la processionaria del pino”.

Tale decreto stabilisce che, al fine di prevenire i rischi per la salute delle persone e degli animali, è l’Autorità Sanitaria competente sul territorio a disporre eventuali interventi di profilassi in ambito urbano.

Cos’è la Processionaria

La Processionaria del pino (Traumatocampa pityocampa) è un lepidottero defogliatore che attacca in particolare i pini.

Le infestazioni si caratterizzano spesso con fluttuazioni graduali delle popolazioni, il cui culmine si manifesta ogni 5-7 anni, a seconda delle condizioni ambientali.

Le larve sono dotate di peli urticanti che le rendono pericolose per le persone e gli animali, soprattutto nel momento in cui fuoriescono da nidi invernali, provocando infiammazioni, dermatiti e reazioni allergiche di varia entità.

I “nidi”, che sembrano grossi bozzoli cotonosi, al loro interno racchiudono centinaia di larve e la loro presenza è rilevabile con maggiore frequenza nelle parti alte e soleggiate della chioma delle piante infestate. Nel caso in cui i nidi non vengano asportati, le larve a raggiungimento della maturità che avviene mediamente tra fine febbraio e fine aprile, escono dai nidi e vagano per alcuni giorni nell'ambiente. In questo modo possono entrare in contatto con persone o animali e creare rischi sanitari.

Cosa cercare, come intervenire

  1.  
  2. In primavera fine febbraio/fine aprile le larve abbandonano i nidi, si vedono le processioni. Fondamentale evitare il contatto diretto con le larve.
  3. Nella prima metà di giugno si possono installare trappole a feromoni sessuali (6/8 trps/ha).
  4. Solo i privati, indicativamente a metà settembre/primi ottobre, possono effettuare uno o due  trattamenti a base di bacillus thuringensis.

Norme di comportamento generali

  1. Evitare di sostare in prossimità delle piante o delle aree infestate;
  2. Evitare di asportare i nidi con mezzi e modalità non idonei e senza adeguate protezioni, in quanto si potrebbe causare la fuoriuscita delle larve eventualmente presenti all’interno;
  3. Evitare di raccogliere le larve anche se dotati di dispositivi di protezione (guanti) in quanto gli aculei, estremamente leggeri, potrebbero facilmente liberarsi nell’aria;
  4. Non avvicinarsi alle larve che tipicamente si muovono in “processione”, tenere sotto controllo bambini e animali domestici, spesso incuriositi da queste larve dal comportamento gregario
  5. Isolare l'area e attendere che queste vadano ad interrarsi o procedere alla loro distruzione meccanica tenendosi a debita distanza;
  6. Consultare il proprio medico nell’eventualità di contatto con gli occhi, inalazione o ingestione dei peli urticanti.

 

Primo inserimento del 11/04/2017 -- Ultimo aggiornamento del 12/04/2017 ore 10:55 - Stampa


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