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West caucasian Lyssavirus - indicazioni precauzionali

Il Ministero della Salute – Direzione generale della salute animale  ha emesso una circolare ad oggetto: West Caucasian Lyssavirus isolato in un gattoIndicazioni precauzionali.

L’Istituto zooprofilattico sperimentale del Lazio e della Toscana a seguito della morte di un gatto morsicatore con sintomatologia nervosa, ha effettuato sulla base di un sospetto di rabbia le necessarie ricerche di laboratorio. Lo stesso Istituto, rilevata la positività alle prove effettuate, ha trasmesso il campione per la conferma diagnostica al Centro di referenza nazionale (CRN) per la rabbia dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie che ha confermato la positività per rabbia sul campione sospetto individuando nel virus responsabile dell’infezione un’ elevatissima omologia (98,52%) con West Caucasian Bat Lyssavirus (WCBV), un lyssavirus identificato nel 2002 in un pipistrello miniottero delle montagne del Caucaso. Il rilievo dell’infezione da WCBV nel gatto domestico rappresenterebbe la prima evidenza, a livello mondiale, del passaggio del sopracitato virus dal chirottero ad un altro mammifero.

La novità e la complessità del caso ha determinato l’istituzione, presso l’Ufficio di gabinetto del Ministero della Salute di un apposito “Gruppo di Lavoro per la gestione e controllo dei Lyssavirus”.

Indicazioni per i veterinari liberi professionisti

È richiesto a tutti i medici veterinari libero professionisti di segnalare ogni sintomatologia riferibile alla definizione di caso sospetto al Servizio veterinario della ASL competente per territorio in qualunque specie di mammifero.

In caso di identificazione di caso sospetto, si raccomanda di: contattare immediatamente il Servizio veterinario della ASL competente per territorio; isolare l’animale e aspettare le indicazioni fornite dal Servizio veterinario della ASL competente per territorio prima di effettuare ogni procedura sull’animale.

Indicazioni per i Centri di Recupero della Fauna Selvatica (CRAS)

Si richiede la massima attenzione da parte di tutto il personale che lavora o presta servizio volontario presso i Centri di Recupero della Fauna Selvatica (CRAS) nella manipolazione di tutti i mammiferi selvatici conferiti a partire da aprile del corrente anno e nel periodo successivo, con particolare riferimento a chirotteri e carnivori.

Vaccinazione anti-rabbica umana

Il Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale PNPV 2017-2019 raccomanda che la profilassi pre- esposizione sia effettuata a tutti i lavoratori a continuo rischio di esposizione al virus della rabbia (ad esempio, personale di laboratorio che lavora a contatto con tale virus, veterinari, biologi, operatori di stabulari e di canili, altri lavoratori a contatto con animali potenzialmente infetti).

Per quanto riguarda il trattamento post-esposizione, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato nel 2018 un aggiornamento sui vaccini antirabbici. Si fa comunque presente che l’efficacia dei vaccini disponibili e delle immunoglobuline nei confronti di WCLV non è comunque nota.

Si ricorda che ogni ferita da morsicatura o da graffio animale deve essere immediatamente lavata con abbondante acqua e sapone o detergente e/o agente virulicida.

Per maggiori informazioni vedi nota del ministero allegata

Primo inserimento del 03/08/2020 -- Ultimo aggiornamento del 03/08/2020 ore 16:36 - Stampa