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Firmato il Protocollo d'Intesa tra Università di Modena e Reggio Emilia e il Comune di Spilamberto

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Una collaborazione multidisciplinare che unisce ricerca accademica e responsabilità civica, con un occhio di riguardo alla bonifica ambientale dell’ex Sipe Nobel. L'accordo tra l'Università di Modena e Reggio Emilia e il Comune di Spilamberto inaugurano un progetto innovativo che mira a trasformare la nitrocellulosa da rifiuto a risorsa: un passo avanti significativo verso la sostenibilità e la rigenerazione urbana.

Una collaborazione a tutto tondo in diversi ambiti, culturali e scientifici, tra i quali un importante impegno nella bonifica di un sito inquinato: è questo il contenuto del Protocollo d’Intesa sottoscritto stamani, nella cornice dell’Aula Magna di Palazzo del Rettorato, tra l'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e il Comune di Spilamberto. La cerimonia di firma, presieduta dal Magnifico Rettore Unimore, Prof. Carlo Adolfo Porro, e dal Sindaco di Spilamberto, Dott. Umberto Costantini, ha visto la presenza della Dott.ssa Irene Priolo, Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, il Dott. Massimo Glielmi, Assessore all’Ambiente del Comune di Spilamberto, e di una rappresentanza dello staff di ricerca di Unimore, coordinato dalla Prof.ssa Luisa Barbieri, docente di Fondamenti Chimici delle Tecnologie presso il Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari”. Il fulcro di questa collaborazione, oggetto di uno specifico contratto attuativo che trae origine proprio dal Protocollo d’intesa, è l'attenzione verso una problematica ambientale di lunga data: la contaminazione da nitrocellulosa. Il sito su cui insisteva l’ex Società Italiana Prodotti Esplodenti Nobel – Sipe Nobel nel territorio di Spilamberto è stato al centro delle preoccupazioni ambientali per anni, ma grazie a questo accordo, si apre una nuova strada verso la sua risoluzione. La bonifica, oltre a rappresentare un importante intervento di pulizia, costituisce anche un'opportunità per trasformare un pericolo in risorsa. Il programma di ricerca dal titolo "Studio del processo di degradazione di nitrocellulosa in ottica di valorizzazione del contaminante (End of Waste) in termini di fertilizzazione", coordinato dal Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” nelle figure delle Prof.sse Luisa Barbieri e Isabella Lancellotti, ma che in ottica di multidisciplinarità vede coinvolti anche il Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche con il Prof. Gianluca Malavasi e il Dipartimento di Scienze della Vita con la Prof.ssa Elisabetta Sgarbi, mira a trasformare il contaminante in un potenziale fertilizzante. Inizialmente, verranno raccolte campionature di terreno contaminato per analizzarne la composizione e quantificare la nitrocellulosa e i suoi prodotti di degradazione. Seguirà la ricerca e l'identificazione di agenti degradativi non tossici, seguita dalla creazione di miscele specifiche per testare la degradazione accelerata della nitrocellulosa. Queste miscele saranno poi esaminate per valutare la loro efficacia come fertilizzanti, attraverso studi di fitotossicità e test eco-tossicologici che includono la germinazione e la crescita radicale su piante selezionate. Ma la bonifica è solo una parte di un disegno più ampio. Il protocollo d'intesa abbraccia una varietà di iniziative congiunte che vanno dall'offerta di tirocini aziendali per studenti universitari alla collaborazione su tesi di laurea che affrontano problemi reali proposti dal Comune. Le visite tecniche agli impianti comunali, la ricerca collaborativa, lo scambio di personale e risorse, oltre all'organizzazione di eventi scientifici e corsi di aggiornamento, sono solo alcune delle attività programmate. Uno sforzo congiunto che ambisce a promuovere lo sviluppo locale e l'innovazione, al fine di offrire a studenti e studentesse opportunità significative di apprendimento, oltre a contribuire alla crescita della comunità. "La firma del protocollo d'intesa tra la nostra Università e il Comune di Spilamberto – commenta il Rettore Unimore, Prof. Carlo Adolfo Porro - è un esempio tangibile del nostro impegno, assieme agli enti locali del territorio, nel campo della Ricerca scientifica applicata e della sostenibilità ambientale. Con l’attività di bonifica del sito contaminato da nitrocellulosa, condotta da un team di nostri docenti e ricercatori, che ringrazio, ci adoperiamo non soltanto nel ripristino di una situazione ambientale critica, ma anche in un esercizio di responsabilità sociale. Questa collaborazione mira a creare soluzioni innovative per problemi complessi e ci dimostra come l'interazione tra l'ambito accademico e quello pubblico possa produrre benefici tangibili per la nostra comunità e per l'ambiente. Attraverso questo lavoro congiunto vogliamo ribadire quanto la conoscenza e la ricerca siano necessarie per affrontare al meglio le sfide del presente e del futuro." “La SIPE per la nostra comunità è una pagina di storia con cui fare i conti da anni – commenta il Sindaco di Spilamberto, Dott. Umberto Costantini - nel secolo scorso di fatto era una fabbrica di morte grazie a cui tanti però hanno avuto un reddito. Nei primi anni duemila è stata teatro di una ipotetica urbanizzazione selvaggia trainata dai miraggi della speculazione edilizia malcelata dal buon proposito di bonificare quanto inquinato dalla nitrocellulosa utilizzata nella fabbricazione degli esplosivi. Poi il completo abbandono. Oggi finalmente grazie alla prontezza dei nostri uffici, alla Regione e ai fondi europei del PNRR, stiamo invece cambiando il finale a questa triste storia. Sotto la supervisione di Massimo Glielmi, Assessore all’Ambiente, la bonifica bellica è quasi terminata e ora stiamo progettando la bonifica ambientale. L’accordo che abbiamo sottoscritto con l’Università ha l’obiettivo di studiare nuovi sistemi volti a trasformare ciò che è scarto in risorsa. In passato per smaltire la nitrocellulosa sono stati utilizzati processi altamente impattanti compresi forni inquinanti con il quale cuocere terreno che veniva certo bonificato, ma anche reso sterile dal trattamento. Oggi invece grazie all’Università di Modena e Reggio Emilia stiamo studiando un sistema più sostenibile che possa ‘digerire’ naturalmente questa sostanza inquinante trasformandola in fertilizzante. Stiamo trasformando la vergogna in orgoglio e sono felice e grato di poter vedere il nostro Comune e il nostro Ateneo fianco a fianco in questa impresa che restituirà un polmone verde al nostro territorio”.

Inserita il 21/02/2024 -- Aggiornata il 21/02/2024 ore 13:38
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