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Chiesa di San Giovanni Battista sec. XVIII

CHIESA DI S. GIOVANNI BATTISTA SEC. XVIII
L’origine dell’edificio è legata al nuovo insediamento a presidio del confine fra il territorio modenese e quello bolognese. Era il 1210 e, mentre il Comune di Modena erigeva le mura castellane, il Vescovo fondava la chiesa. Sussidiaria della pieve di San Vito, nel 1628 se ne staccò divenendo arcipretura. Di dimensioni inferiori alla chiesa attuale e cinta da portici, era orientata, cioè con l’abside rivolta ad oriente e la facciata ad occidente, sulla contrada San Giovanni (ora via San Carlo). Fra il 1736 e il 1757 la chiesa fu ricostruita nella forma attuale; facciata e campanile furono completati nel 1892. L’interno, ingrandito inglobando lo spazio dei portici ed illuminato da ampie finestre, fu decorato in stile barocco. Nel 1863 operarono nella cappella del Rosario due spilambertesi: lo scultore Prudenzio Piccioli (statue dei Santi Pio V e Domenico e formelle con i Misteri delRosario) e l’intagliatore Giuseppe Tacconi (decorazioni lignee e monogramma 
mariano). Dello spilambertese Giuseppe Obici il grande San Giovanni, modellato nel 1852 a Roma come prova in gesso della statua poi realizzata in marmo per la chiesa di Santa Maria sopra Minerva.
Dal 1890 al 1915, su incarico dell’arciprete Don Domenico Muratori, il pittore modenese Augusto Valli realizzò un ampio progetto iconografico (Battaglia di Lepanto nella cappella del Rosario; Visione dell’Apocalisse nella cupola; Comunione degli Apostoli nel catino absidale; Papi legati a Spilamberto, Santi dell’antica pievania, Annunciazione ed angeli nelle volte), eseguendo anche cinque pale d’altare (Transito di san Giuseppe, Ecce Agnus Dei, Sant’Anna con Maria bambina, Sacro cuore di Gesù, Sant’Antonio da Padova).

 

 

Primo inserimento del 21/11/2008 -- Ultimo aggiornamento del 08/11/2010 ore 08:39 - Stampa