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Filanda

FILANDA
La Filanda, per la lavorazione del baco da seta, fu voluta nel 1609 dalla Marchesa Bianca Rangoni, che chiamò da Bologna tale Ugolino filatoiere perché fondasse un opificio nella Parrocchia di Sant’Adriano. La fabbrica divenne attiva nel 1610 e, per poterle fornire l’acqua, venne realizzato il Canalino Castellano, che prelevava l’acqua dal Canale San Pietro. La Filanda divenuta nel 1885 di proprietà del Cav. Giuseppe Erba di Milano, proseguì la sua attività fino alla prima guerra mondiale. Venne riaperta nel 1923 e continuò l’attività fino a qualche anno prima dell’inizio della seconda guerra mondiale, quando venne definitivamente chiusa. Da sottolineare che venivano utilizzati bachi da seta tutti allevati sul territorio. Fin dalla sua costruzione, la filanda è stata una voce importante per  l’economia di Spilamberto e del territorio limitrofo, non solo per la produzione interna, ma anche per l’indotto: l’allevamento del baco da seta veniva praticato dalla quasi totalità delle famiglie. Per tradizione l’allevamento del baco iniziava il 25 aprile (giorno di San Marco) e terminava in genere il 24 giugno, San Giovanni Battista, patrono del paese, quando aveva luogo il mercato dei bozzoli.
Nel 1907 le filandiere (o setaiole), nel corso di un grande sciopero dal quale ottengono compenso più dignitoso e trattamento più umano, danno vita ad una delle prime Leghe operaie della storia italiana: sono tutte donne, di cui moltissime pressoché bambine.
Fino al 1979 ospitò il Consorzio Agrario Provinciale, poi divenne sede della biblioteca comunale.

Primo inserimento del 09/03/2010 -- Ultimo aggiornamento del 16/04/2010 ore 12:14 - Stampa